Newsletter – December 2025

Editorial

 

Dear readers,

The following newsletter aims to provide an overview of the main issues we are addressing as an association, from upcoming events to the legislative and regulatory framework impacting our businesses.

The next conference, scheduled for January 27, 2026, in the Sala della Regina of the Chamber of Deputies, will be a crucial opportunity to discuss the future of energy logistics, balancing sustainability and realism. We will present two Assocostieri–Nomisma Energia studies on maritime bunkering and liquid fuels and LPG, leading to roundtable discussions where institutions, operators, and stakeholders can discuss concrete solutions to support the country’s energy transition without penalizing the competitiveness of our ports and businesses.

In addition to the conference agenda, 2025 and early 2026 will see significant regulatory changes, from the excise tax reform to other updates affecting the energy sector. Assocostieri continues to closely monitor these developments and prepare support activities for businesses, collaborating with experts and partners such as Deloitte to promote understanding and implementation of the new rules. This process also includes a meeting with Minister Pichetto Fratin, confirming the Association’s commitment to safeguarding the competitiveness of Italian companies.

Meanwhile, the experiences of previous conferences on maritime bunkering and port-based Renewable Energy Communities confirm the urgent need to build a clear and stable regulatory framework capable of supporting the energy transition without creating excessive burdens for businesses and without fragmenting the market. Only with clear rules and shared visions can we transform challenges into concrete opportunities for the entire sector.

Assocostieri will continue to do its part, promoting dialogue between businesses and institutions, supporting the modernization of infrastructure, and guiding companies toward a sustainable, competitive, and innovative future.

 

The President

Elio Ruggeri


Convegno Assocostieri – 27 gennaio 2026

“La logistica energetica tra sostenibilità e realismo”

Sala della Regina – Camera dei deputati, Roma

 

Assocostieri annuncia il prossimo convegno che si terrà il 27 gennaio 2026 presso la Sala della Regina della Camera dei deputati, una delle sedi istituzionali più prestigiose del Paese. L’appuntamento rappresenta un momento centrale per il confronto sul ruolo della logistica energetica nel percorso di transizione che l’Italia sta attraversando, in un contesto in cui sostenibilità, sicurezza degli approvvigionamenti e realismo industriale devono procedere di pari passo.

L’evento si aprirà con gli interventi istituzionali e l’avvio dei lavori, che introdurranno il tema generale del convegno e il contributo che la filiera energetica può offrire per coniugare decarbonizzazione, competitività e continuità delle forniture. La mattinata entrerà poi nel vivo con la presentazione di due studi realizzati da Assocostieri in collaborazione con Nomisma Energia, che forniranno la base tecnica e scientifica per le successive tavole rotonde.

Il primo studio, dedicato al bunkeraggio marittimo, analizzerà nel dettaglio la situazione italiana, mettendo in evidenza le criticità legate all’applicazione degli obblighi bio, l’impatto della normativa ambientale europea e la capacità del sistema nazionale di mantenere un livello competitivo rispetto ai principali porti esteri. Il dibattito approfondirà gli aspetti normativi, industriali e logistici che oggi influenzano un settore strategico per lo sviluppo dei traffici marittimi e per la decarbonizzazione del trasporto navale.

A seguire, una seconda tavola rotonda sarà dedicata al tema dei combustibili tradizionali, liquidi e gassosi, a partire dal nuovo studio sulle prospettive dei carburanti liquidi e del GPL al 2050. La discussione offrirà una visione ampia dell’evoluzione dei consumi, del ruolo che questi prodotti potranno mantenere nel mix energetico nazionale e delle opportunità legate alla loro progressiva integrazione con carburanti a minore impatto ambientale. In questo quadro, particolare attenzione verrà riservata alla capacità di queste filiere di garantire sicurezza, flessibilità e disponibilità in una fase di profonda trasformazione del sistema energetico.

L’ultima sessione della mattinata sarà dedicata all’approfondimento su biocarburanti e BioGNL, vettori destinati a svolgere un ruolo crescente nella transizione energetica, soprattutto nei settori hard-to-abate. Il confronto punterà a evidenziare il contributo che queste soluzioni possono offrire in termini di riduzione delle emissioni, sviluppo industriale, innovazione tecnologica e complementarità con le infrastrutture già esistenti.

Il convegno si concluderà con le considerazioni finali che tireranno le fila dei lavori e delineeranno le priorità per il 2026, con l’obiettivo di fornire alle imprese, alle istituzioni e agli stakeholder una visione condivisa delle sfide e delle opportunità che attendono la logistica energetica italiana.

Invitiamo tutti gli operatori del settore a partecipare a questo momento di confronto e approfondimento, che si conferma un appuntamento rilevante del dialogo nazionale sulla transizione energetica e sul futuro delle infrastrutture che la sostengono.

 

Per partecipare in presenza, è necessario registrarsi al seguente link: La logistica energetica tra sostenibilità e realismo – Compila modulo

 


Riforma delle accise: Assocostieri accompagna le imprese nell’entrata in vigore del SOAC

 

Assocostieri, da sempre impegnata a supportare le imprese del settore nella gestione degli adempimenti normativi, ha predisposto, in collaborazione con Deloitte, una serie di attività informative e di aggiornamento dedicate alla riforma del sistema delle accise introdotta dal D.Lgs. n. 43/2025.

La riforma, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2026, porta con sé novità significative e semplificazioni per tutti i settori dell’imposta. Tra gli elementi più rilevanti spicca l’introduzione del SOAC – Soggetto Obbligato Accreditato, figura che diventa centrale nella gestione dell’accisa. Il SOAC è il contribuente riconosciuto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli come affidabile e meritevole di specifici benefici, tra cui:

  • l’esonero totale o parziale dagli obblighi di cauzione;
  • semplificazioni nei registri contabili, nelle denaturazioni, nella gestione dei contrassegni fiscali e nelle dichiarazioni di consumo;
  • altri benefici amministrativi parametrati al livello di affidabilità del soggetto, che può essere Base, Medio o Avanzato.

Per ottenere la qualifica di SOAC, le imprese devono dimostrare requisiti oggettivi di affidabilità storica e requisiti soggettivi di professionalità, garantendo così maggiore trasparenza e sicurezza nella gestione delle accise.

La riforma interviene anche in altri ambiti, come gas naturale, energia elettrica e imposte di consumo, con modalità di accertamento e versamento più puntuali, basate sull’effettivo consumo, e con una chiara distinzione tra uso domestico e non domestico. Inoltre, la normativa allinea la disciplina delle accise ai reati previsti dal D.Lgs. 231/2001, rafforzando il controllo e la responsabilità delle imprese.

Assocostieri, insieme a Deloitte, sta già supportando le aziende associate nell’interpretazione delle novità e nella predisposizione degli adempimenti necessari per il corretto passaggio al nuovo sistema, assicurando continuità operativa e piena conformità normativa.


Assocostieri incontra il Ministro Pichetto Fratin

 

Assocostieri ha incontrato il Ministro Gilberto Pichetto Fratin presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per presentare un pacchetto organico di proposte a supporto della competitività della logistica energetica nazionale.
L’incontro è stato l’occasione per illustrare al Ministro il ruolo strategico svolto dalla filiera rappresentata dall’Associazione – che riunisce operatori attivi nei depositi costieri, nella logistica dei combustibili, nel bunkeraggio marittimo, nel settore dei biocarburanti e nella quasi totalità dello small scale GNL italiano – e per delineare le misure necessarie a sostenere la transizione energetica in un quadro regolatorio europeo in rapido cambiamento.

 

GNL: una soluzione disponibile per il trasporto pesante, ma servono interventi mirati

Assocostieri ha posto particolare attenzione al tema del GNL e del trasporto pesante, oggi cruciale alla luce degli obiettivi europei di riduzione delle emissioni.

Il parco circolante italiano sopra le 3,5 tonnellate è ancora composto per oltre il 95% da mezzi alimentati a gasolio, con un’età media superiore ai 19 anni. In questo scenario, il GNL rappresenta l’unica alternativa immediatamente disponibile per i mezzi sopra le 16 tonnellate, garantendo un abbattimento significativo delle emissioni: fino al 20% di CO₂, 60% di NOx e quasi il 100% del particolato.

Nonostante i vantaggi ambientali e i segnali di ripresa nelle immatricolazioni (+38% nel 2024), il mercato italiano dei mezzi a GNL è frenato da diversi ostacoli:

– costi di acquisto più elevati rispetto ai diesel;

– volatilità dei prezzi registrata negli anni recenti;

– un quadro normativo europeo che rischia di ridurre ulteriormente le possibilità di utilizzo dei motori a combustione;

– assenza di un piano organico di incentivi, a differenza di quanto avviene in Paesi come Canada, India e Cina, che hanno già attivato contributi e sussidi specifici.

 

Per questo, Assocostieri ha proposto al Ministro l’introduzione di un piano di finanziamento quinquennale da 600-700 milioni di euro destinato al rinnovo del parco veicolare tramite l’acquisto di mezzi a GNL.

A tale misura si affiancherebbe un credito d’imposta del 10% per l’acquisto di GNL e del 20% per il bioGNL, per sostenere le imprese di autotrasporto nei costi di approvvigionamento.
Ulteriore richiesta è lo stanziamento di almeno 250 milioni di euro in cinque anni dedicati specificamente ai mezzi alimentati a gas naturale liquefatto.

 

 

RED III e bunkeraggio: evitare il rischio di delocalizzazione

Un altro capitolo centrale dell’incontro ha riguardato le criticità del settore del bunkeraggio marittimo in relazione al recepimento della RED III.

I consumi di bunker in Italia mostrano da anni un andamento stabile – poco sotto i 3 milioni di tonnellate – e il Paese ha progressivamente perso competitività rispetto a concorrenti diretti come la Spagna, oggi leader nel Mediterraneo.

Assocostieri ha evidenziato come il bunkeraggio in Italia sconti costi più elevati rispetto ad altri Paesi, dovuti a:

  • maggiori costi dei servizi (antinquinamento, guardia ai fuochi, vigili del fuoco);
  • minore disponibilità di prodotto a causa della riduzione delle raffinerie;
  • processi amministrativi e burocratici complessi;
  • vincoli tecnici e operativi non presenti altrove (come quello sulla quantità caricata dalle bettoline).

Alla luce di queste criticità, un recepimento della RED III che includa integralmente anche il bunkeraggio internazionale rischierebbe di aggravare ulteriormente la posizione degli operatori italiani. L’aumento dei prezzi per soddisfare gli obblighi potrebbe infatti spingere gli armatori – in particolare sulle rotte Malta-Italia e Nord Africa-Italia – a scegliere porti esteri più competitivi, con una conseguente delocalizzazione dei rifornimenti.

Assocostieri ha quindi proposto di:

escludere i bunkeraggi marittimi internazionali dal calcolo degli obblighi RED III (art. 27);
– limitare l’applicazione alle sole forniture per la navigazione interna, come previsto dal Regolamento europeo sull’energia.

 

L’incontro con il Ministro Fratin ha confermato l’importanza di garantire alla logistica energetica italiana un quadro normativo stabile, competitivo e coerente con le peculiarità del settore.
Assocostieri continuerà a dialogare con il MASE per contribuire alla definizione di politiche che possano accompagnare le imprese del comparto nella transizione energetica, valorizzando investimenti, innovazione e professionalità di una filiera centrale per la sicurezza dell’approvvigionamento e per la sostenibilità del sistema energetico nazionale.

 


Il Porto del Futuro tra Sostenibilità e Competitività: urgente un quadro normativo chiaro sulle CER

 

La transizione energetica dei porti italiani rappresenta una delle sfide più decisive per il futuro del settore marittimo. Innovazione tecnologica, elettrificazione delle banchine e diffusione delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) offrono nuove opportunità, ma l’assenza di una cornice normativa chiara e stabile rischia di frenare gli investimenti e compromettere la competitività dei porti nel Mediterraneo.

Questi temi sono stati al centro del convegno “Comunità energetiche rinnovabili portuali al servizio dei terminalisti e delle imprese armatoriali”, organizzato da Assocostieri il 23 ottobre nell’ambito della manifestazione Oil&nonOil e moderato dal Direttore Generale dell’Associazione, Dario Soria. L’incontro ha riunito esperti di energia, logistica, digitalizzazione e gestione portuale, offrendo una lettura completa delle criticità e delle opportunità legate alla trasformazione energetica delle infrastrutture marittime.

Al centro del dibattito è emerso il ruolo strategico dell’Onshore Power Supply (OPS), il sistema di elettrificazione delle banchine che l’Unione Europea richiede di rendere operativo in tutti i porti entro il 2030. Pur rappresentando uno strumento fondamentale per ridurre le emissioni nelle aree portuali, l’OPS comporta costi elevati per armatori e terminalisti. Gli esperti hanno evidenziato come oggi la connessione alla rete elettrica di terra risulti spesso molto più costosa rispetto alla produzione autonoma a bordo, con il rischio concreto che le navi scelgano porti esteri più competitivi.

Il modello delle CER portuali è stato indicato come una possibile soluzione per rendere sostenibile l’elettrificazione, consentendo di condividere energia rinnovabile tra soggetti diversi e ridurre i costi dei servizi energetici. Tuttavia, senza un quadro normativo chiaro e omogeneo, la loro applicazione su larga scala rimane complessa. La frammentazione delle competenze e l’assenza di regole uniformi tra Stato e Regioni rallentano lo sviluppo di progetti che potrebbero essere avviati già oggi.

Ampio spazio è stato dedicato anche al ruolo della digitalizzazione, considerata un fattore abilitante per la gestione efficiente di energia, dati e infrastrutture. È stato illustrato come l’integrazione di tecnologie IoT, sistemi di monitoraggio avanzati e piattaforme digitali consenta di trasformare il porto in un vero ecosistema intelligente capace di bilanciare i carichi, programmare le fonti rinnovabili, integrare la nave nella rete e creare micro–comunità energetiche locali.

Dal confronto è emersa una visione condivisa: i porti devono evolvere da semplici punti di approdo a produttori e gestori attivi di energia, contribuendo allo sviluppo sostenibile del territorio. Per farlo, è necessario definire al più presto un Piano Energetico Nazionale dei Porti, costruito attraverso un tavolo di lavoro unico che coinvolga terminalisti, armatori, autorità portuali e operatori di rete. Solo un approccio coordinato, basato su obiettivi realistici e sulla sostenibilità economica, può evitare che gli obblighi normativi diventino un fattore di penalizzazione per il sistema portuale italiano.

Il messaggio conclusivo emerso dal convegno è chiaro: la competitività dei porti passa dalla sostenibilità, ma questa può realizzarsi solo se supportata da regole certe, investimenti coordinati e tecnologie intelligenti. È un percorso in cui “o vincono tutti, o non vince nessuno”, come ricordato dai relatori. Assocostieri continuerà a sostenere il dialogo tra istituzioni e operatori per costruire un porto del futuro capace di coniugare efficienza, innovazione e valore per il Paese.


Competitività a rischio: le sfide del bunkeraggio marittimo italiano

 

La competitività dei porti italiani nel settore del bunkeraggio marittimo si trova oggi a un bivio critico. Costi operativi elevati, procedure burocratiche complesse e normative europee applicate in modo non uniforme rischiano di penalizzare il sistema nazionale, favorendo porti esteri. Questi temi sono stati al centro del convegno “Il settore del bunkeraggio marittimo tra obblighi ETS, FuelEU Maritime e biocarburanti”, promosso da Assocostieri il 23 ottobre all’interno di Oil&nonOil e moderato dal Direttore Generale Dario Soria.

Durante l’evento è stato sottolineato come gli obblighi derivanti dalla direttiva RED III stiano creando un costo eccessivo per gli operatori italiani, mettendo a rischio la competitività e favorendo lo spostamento di traffico verso altri Paesi. L’Associazione ha ribadito la necessità di sospendere temporaneamente l’obbligo di biocarburanti nel bunkeraggio marittimo, al fine di garantire condizioni operative eque rispetto ai porti esteri.

Lo studio Assocostieri–Nomisma Energia, di cui è stata presentata un’anteprima, ha evidenziato che il settore soffre da anni di maggiori costi rispetto ai competitor internazionali e che la complessità burocratica rappresenta un ostacolo concreto alla crescita. La necessità di avere un rappresentante fiscale in Italia per gli armatori stranieri, così come altre restrizioni operative, penalizza ulteriormente i porti nazionali, rischiando di spostare il trasporto dalla nave alla strada, con effetti negativi anche sulle emissioni complessive.

Il convegno ha inoltre messo in luce la mancanza di uniformità nell’applicazione delle norme ETS e FuelEU Maritime, generando confusione e incertezza tra gli operatori. Senza un quadro normativo chiaro e stabile, le aziende sono costrette a rivedere costantemente le proprie strategie operative, compromettendo investimenti, innovazione e competitività. La digitalizzazione e l’adozione di carburanti alternativi come l’HVO e il GNL sono strumenti chiave, ma la loro efficacia dipende da regole certe e da un coordinamento nazionale ed europeo.

Tra i segnali positivi, il convegno ha evidenziato l’avvio del bunkeraggio a GNL in alcuni porti italiani, che dimostra come sia possibile colmare il gap normativo e tecnologico, rendendo il Paese competitivo nel Mediterraneo. Tuttavia, tutti i partecipanti hanno concordato sulla necessità di definire procedure semplificate e un quadro regolatorio stabile, capace di tutelare gli operatori e incentivare investimenti sostenibili.

Il messaggio finale è chiaro: per salvaguardare la competitività dei porti italiani e garantire un futuro sostenibile ed efficiente, è urgente intervenire con decisioni concrete e coerenti con gli obiettivi della transizione energetica, sospendendo obblighi onerosi e semplificando la burocrazia, affinché il bunkeraggio nazionale possa tornare a essere un punto di riferimento nel Mediterraneo.