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MEDIA


EDITORIALE

L’orizzonte dell’energia – guardare al futuro governando il presente 


Cari lettori,

desideriamo dedicare questo numero della nostra newsletter interamente alle tematiche emerse durante il workshop L’orizzonte dell’energia – guardare al futuro governando il presente, organizzato in occasione dell’ Assemblea annuale, che ha fatto il punto sullo scenario energetico italiano.

Durante l’evento, patrocinato dai Ministeri dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e dell’Ambiente, è emerso come la pluralità delle fonti energetiche sembra essere l’unica soluzione percorribile per garantire una transizione sostenibile sotto tutti i punti di vista.

In modo particolare, il settore dei trasporti, sia marittimi sia terrestri, necessita di un mix attento e bilanciato per assecondare gli aggiornamenti della normativa nazionale e internazionale e procedere verso un futuro sempre più a “emissioni zero”.

Le nuove sfide della logistica energetica sono contenute all’interno del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima presentato alla Commissione Europea.

Il Piano prevede, in particolare, un mix energetico al 2030 così composto: 31% fossili, circa 37% gas naturale e 30% energie rinnovabili (21,6% di quota nel settore dei trasporti).

Sul tema, nel corso del suo intervento alla X Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, l’Associazione ha ribadito la necessità per il nostro Paese di dotarsi di una struttura di vertice che possa svolgere le necessarie funzioni di pianificazione strategica e garantire competitività e sicurezza degli approvvigionamenti nonché l’indispensabile funzione di benchmarking e confronto competitivo con gli altri Paesi europei.

Negli ultimi tempi sembra essere stato messo in discussione nel nostro Paese il ruolo delle infrastrutture energetiche strategiche. Le difficoltà a completare procedimenti autorizzativi, specie nel settore del GPL, ci ha spinto a dedicare attenzione ai numerosi tavoli di crisi che si susseguono, i quali non riescono tuttavia ad individuare soluzioni durature.

In questo contesto è importante per l’Associazione proporre interventi strutturali per il futuro, senza trascurare, però, le sfide quotidiane.

Il Presidente

Marika Venturi

 


IL RUOLO DEL GNL NEL SETTORE MARITTIMO


Nell’ambito della transizione energetica, la direttiva DAFI attribuisce un ruolo strategico a GNL, GPL e ai biocarburanti, definendoli come “alternativi” per i vantaggi ambientali che possono garantire; la direttiva promuove inoltre lo sviluppo delle infrastrutture necessarie a garantire l’utilizzo di tali combustibili sul mercato.

Sul fronte del GNL vanno ricordati anche gli stringenti limiti sul contenuto di zolfo nei combustibili marini stabiliti dall’IMO, che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2020: il tenore di zolfo passerà infatti dall’attuale 3,5% allo 0,5% a livello globale.

In questo contesto, il GNL si presenta come una delle soluzioni più profittevoli e di più facile attuazione, nel breve/medio periodo, per rispettare i nuovi limiti imposti dall’IMO. Lo Small Scale LNG, inoltre, può diventare un’ importante occasione per l’affermazione dell’Italia come fulcro delle rotte navali internazionali. Per questo motivo, ASSOCOSTIERI lavora costantemente a supporto del settore per garantire la sua competitività sul mercato europeo.

Al fine di incentivare l’affermazione di questo combustibile alternativo, secondo l’Associazione, è importante prevedere un adeguato sistema di agevolazioni fiscali (che favoriscano la costruzione di depositi e/o distributori di GNL nei porti); è inoltre fondamentale ridurre le tariffe portuali e introdurre un’aliquota d’accisa pari a quella degli altri combustibili per la navigazione.

Una fiscalità agevolata e un quadro regolatorio stabile e certo sono i prerequisiti per lo sviluppo del settore. Sarà, inoltre, fondamentale definire a livello nazionale le modalità operative per l’attività di bunkeraggio, al fine di ottenere un quadro omogeneo sul quale basare le procedure nei diversi porti.

Il settore privato sta guardando con interesse allo Small Scale LNG, come dimostrano gli importanti investimenti che gli operatori del settore stanno pianificando: da Edison a Ravenna, a OLT a Livorno, passando per IVI Petrolifera a Oristano e Fratelli Cosulich a Genova. In Sardegna, in particolare, si stimano, nei prossimi anni, circa un miliardo di euro di investimenti per la sfida della metanizzazione.

Va ricordato, infine, che lo sviluppo del GNL nel settore marittimo procede di pari passo con l’ affermazione del suo impiego per il trasporto su gomma. Ad oggi, il gas naturale liquefatto è il combustibile più efficiente dal punto di vista dell’autonomia chilometrica, in quanto permette di percorrere migliaia di chilometri a fronte di un ridotto ingombro volumetrico nel serbatoio dei mezzi di trasporto.    


IL RUOLO DEL GPL NEL TRASPORTO URBANO


Nel trasporto urbano, la transizione verso emissioni di CO2 prossime allo zero prevede una riduzione progressiva delle emissioni attraverso l’utilizzo di combustibili fossili a basso tenore di carbonio, come il metano e il GPL.

Il GPL, come il metano, è un valido combustibile “ponte” o più propriamente alternativo, come definito dal D.Lgs 257/16 che attua la direttiva DAFI. Il GPL, in particolare, può contare già su una consolidata rete logistica diffusa su tutto il territorio nazionale, caratterizzata da infrastrutture per la ricezione e la distribuzione. Una filiera completa che parte dall’approvvigionamento tramite navi gasiere fino alla distribuzione del prodotto attraverso stazioni di rifornimento, localizzate su tutto il territorio nazionale.

Le politiche governative avranno il compito di sostenere il settore al fine di garantire efficienza e continuità. Vanno inoltre promosse azioni di consolidamento e sviluppo delle attuali infrastrutture del GPL soprattutto in termini di stoccaggio.

Infatti, i depositi costieri di GPL vengono riforniti dall’estero soprattutto via mare, e le limitate capacità di stoccaggio di cui soffrono non sono in grado di assicurare la necessaria autonomia richiesta da una rete di distribuzione in crescita. Proprio in tale ottica, nel programma di transizione energetica, andrebbero promossi dei tavoli tecnici che prevedano la partecipazione degli addetti ai lavori, i quali potrebbero offrire un contributo fattivo per valutare oggettivamente le necessità di ampliamento di alcuni siti strategici o di alternative infrastrutturali, ovviamente sostenibili.


VANTAGGIO COMPETITIVO DEL BIOMETANO NEL SETTORE DEI TRASPORTI


L’Unione Europea, con la Direttiva 2018/2001 (RED II), ha stabilito un target generale del 32% di energia da fonte rinnovabile rispetto al consumo finale lordo di energia dell’Unione al 2030, ed un target specifico per il settore dei trasporti pari al 14% del consumo finale di energia nel comparto.

In questo contesto, l’uso e l’incentivazione del biometano e degli altri biocarburanti avanzati può favorire la penetrazione delle rinnovabili nel settore dei trasporti e aiutare il Paese nel raggiungimento di questo sfidante obiettivo.

I biocarburanti rivestono un ruolo imprescindibile in vista della progressiva riduzione delle emissioni di CO2 e degli altri gas climalteranti, e sono fondamentali nel garantire un mix energetico equilibrato e sostenibile.

Il Decreto del 2 marzo 2018 si muove in questa direzione, regolando l’incentivazione di questo comparto e garantendo una crescita sostenuta del settore nei prossimi anni.

A testimonianza della vivacità del settore, durante il confronto promosso da ASSOCOSTIERI, è emerso come il GSE abbia ricevuto 19 richieste di qualifica per il sistema di incentivazione del biometano avanzato, di cui sei per impianti già in esercizio e 13 in fase di realizzazione.

 


PROPOSTE PER LA LEGALITA’ NEL SETTORE DEGLI OLI MINERALI


Come più volte sottolineato dall’Associazione, anche nell’ambito del recente Forum Le vie della legalità, proprio la tematica della legalità per la logistica petrolifera, in particolare per quella indipendente rappresentata da ASSOCOSTIERI, è da classificarsi come tema dirimente.

Attualmente la materia è regolata dal pacchetto di norme antifrode contenuto nella legge di bilancio 2018, il quale presenta ancora molte deroghe.  Nello spirito di agevolare il contribuente, è necessario agire su dei punti critici che, di fatto, stanno creando difficoltà proprio agli operatori onesti. Diversi provvedimenti di legge sono allo studio (lettere di intento, controlli ed altro), ma tali provvedimenti non sono tuttavia ancora sufficienti ad eliminare l’incertezza nel settore.

Rimangono infatti diverse problematiche irrisolte – la cessione dei prodotti durante la loro giacenza nei depositi, il pronto recupero del credito IVA, il conto a scalare per la garanzia, la responsabilità solidale del gestore del deposito, la neutralità del deposito IVA ed esenzione del titolare del deposito fiscale per il pagamento dell’IVA – tutte problematiche a proposito delle quali ASSOCOSTIERI ha presentato proposte puntuali all’interno del suo “Vademecum per la legalità”.

Tra le proposte avanzate dall’Associazione figurano l’immediata applicazione della circolare esplicativa della Legge 205/2017 nel breve periodo e misure specifiche sulle lettere di intento, oltre che il rafforzamento dell’analisi di rischio per controlli mirati e strumenti di premialità/valorizzazione per i contribuenti onesti nel medio/lungo periodo.