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MEDIA


EDITORIALE


Cari lettori,

con questa newsletter si apre una nuova fase del rapporto tra ASSOCOSTIERI e i suoi stakeholder.

Una fase in cui, accanto all’abituale ascolto e vicinanza alle proprie aziende associate, ASSOCOSTIERI ha deciso di rendere partecipi i suoi interlocutori di riferimento delle proprie azioni, iniziative e proposte ma anche di condividere spunti di riflessione su temi di ordine generale e di reciproco interesse.

Questo numero di apertura è dedicato, in modo particolare, all’Assemblea annuale 2018, durante la quale, in occasione anche delle celebrazioni per i 35 anni dalla sua costituzione, ASSOCOSTIERI ha fatto il punto sul ruolo che la logistica energetica potrà svolgere nei prossimi anni nel promuovere il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale che consentano al nostro Paese di traguardare una serie di ambiziosi obiettivi come quelli previsti per il periodo 2013-2020 dal Pacchetto Clima ed Energia della Ue, dalla direttiva NEC per la riduzione delle emissioni degli inquinanti e ai target che saranno inseriti nella revisione della direttiva “RED II”.

In tale contesto, ASSOCOSTIERI ha dato il benvenuto ad una ventina di nuovi associati il cui ingresso, oltre che su una base di valori condivisi, è anche legato al ruolo rivestito dall’Associazione nell’ambito della logistica energetica primaria quale porta di accesso dell’energia di cui il nostro Paese necessiterà nei prossimi anni.

L’Associazione ha evidenziato l’importanza delle proprie infrastrutture, strategiche per la transizione energetica, a partire da quelle petrolifere, passando da GPL e GNL, per finire con la produzione dei biocarburanti e del biometano.

L’evento è stato celebrato con il nuovo logo che rappresenta contemporaneamente le due anime dell’Associazione: la solidità delle proprie infrastrutture e, al tempo stesso, le onde del mare, elemento imprescindibile per il settore che appunto sul mare vive e lavora e da cui riceve l’approvvigionamento necessario per il settore della logistica energetica primaria da essa rappresentato.

La nostra idea, a partire da questo primo numero, è quella di darci un appuntamento bimestrale.

Vi auguro una buona lettura.

Il Presidente

Marika Venturi


IL GPL NELLA TRANSIZIONE ENERGETICA ED AMBIENTALE


Il tema del ruolo del GPL nella transizione energetica e ambientale è stato al centro della tavola rotonda svoltasi in occasione dell’iniziativa “La logistica energetica punta sul green. Non solo adempimenti normativi ma soprattutto scelte strategiche e sostenibili” organizzata lo scorso 29 Maggio a Napoli da ASSOCOSTIERI.

Sono intervenuti Paola Barzaghi, Funzionario della Direzione Generale per la Sicurezza dell’Approvvigionamento e per le Infrastrutture Energetiche del Ministero dello Sviluppo Economico, Giovanni Distefano, Direttore Commerciale di Butangas e Diamante Menale, Presidente Energas.

Dal confronto è emersa la strategicità del ruolo del GPL e degli altri carburanti gassosi nel contribuire ad una transazione energetica verso fonti a minor impatto ambientale, tenuto conto che il GPL è un combustibile alternativo anche all’interno della DAFI (Direttiva europea sui combustibili alternativi), che rappresenta circa il 5% del mercato ritagliandosi un ruolo importante sul tema dell’autotrazione e che, soprattutto, può contare su una logistica già esistente e consolidata a livello nazionale.

Gilberto Dialuce, Direttore Generale per la Sicurezza dell’Approvvigionamento e per le Infrastrutture Energetiche, Ministero dello Sviluppo Economico, intervenuto al termine del Workshop, ha evidenziato come il GPL, accanto al GNL e ai biocarburanti rappresenti un settore energetico della logistica di ambito che svolge un ruolo significativo sul mercato per ridurre progressivamente le emissioni di CO2.

Sempre in tema di GPL, con riferimento alla tipologia di prodotti oggetto di rilevazione nell’ambito della PDC-OIL, ASSOCOSTIERI ha chiesto ed ottenuto l’esclusione dalla rilevazione mensile dei dati della capacità mensile di stoccaggio e di transito di oli minerali, la comunicazione dei dati relativi ai depositi di GPL ad uso autotrazione.


LO SVILUPPO DELLE INFRASTRUTTURE PER IL GNL IN ITALIA


Il gas naturale come fonte di energia sostenibile rappresenterà una risorsa chiave per favorire la transizione energetica, rivestendo un ruolo primario nel processo di decarbonizzazione. È quanto emerso anche nel corso dell’incontro al quale è intervenuto il Direttore Generale Mauro Coletta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per analizzare il tema dello sviluppo delle infrastrutture per il GNL in Italia.

Negli ultimi anni si è registrato un grande fermento di iniziative che hanno riguardato, in modo particolare, il gas naturale liquefatto, da destinare sia al settore dei trasporti (marittimi e terrestri), sia al settore industriale ed agli altri usi finali.

Alla tavola rotonda hanno partecipato Pierre Vergerio, vice presidente esecutivo divisione “Gas midstream energy management & optimization” di Edison, Corrado Papa, direttore commerciale di Adriatic LNG, che ha illustrato la situazione degli impianti di rigassificazione in Italia ed Europa ed il ruolo che il Terminale Adriatic LNG ha per la sicurezza energetica del paese e la diversificazione tra le fonti, ed Alessandro Fino, amministratore delegato OLT Offshore Lng Toscana, che ha parlato del progetto di Small Scale LNG che renderebbe possibile l’utilizzo del Terminale per il rifornimento diretto di bettoline.

Nel suo discordo di apertura, anche il Presidente di ASSOCOSTIERI, Marika Venturi, ha parlato del GNL, illustrando le molteplici attività dell’Associazione sul tema: tra queste, ha ricordato la firma del protocollo per il bunkeraggio marino presso il MIT, nonché la partecipazione dell’Associazione alle consultazioni promosse dall’Autorità, in particolar modo quelle riguardanti il coordinamento tra i servizi di GNL small scale e di rigassificazione. ASSOCOSTIERI, ha evidenziato il Presidente, è anche impegnata nella definizione di aspetti operativi della distribuzione di GNL tramite bettoline, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.


CONTRASTO ALLE FRODI NEL SETTORE DEGLI OLI MINERALI


Alcune delle novità in tema di IVA dei depositi fiscali sono state al centro del dibattito che si è svolto in occasione del Workshop organizzato da ASSOCOSTIERI “La logistica energetica punta sul green”, che ha visto la partecipazione di Francesco Spaziante, Funzionario dell’Agenzia delle Entrate, Giuseppe Devito, Responsabile Commerciale di San Marco Petroli, Emanuele Jacorossi, Amministratore Delegato Maxcom Petroli, e Claudio Laurora, Amministratore Unico di SO.DE.CO.

Nel corso del dibattito seguente all’entrata in vigore della Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (Legge di Bilancio 2018) per le ripercussioni venutesi a creare nella gestione dei depositi fiscali ASSOCOSTIERI ha fornito dati a tutela degli operatori onesti presentando, da ultimo, al Ministero dell’Economia, all’Agenzia delle Entrate ed all’Agenzia delle Dogane una serie di proposte, poi riprese sulla stampa nazionale, sul tema del contrasto all’illegalità con il tentativo di avviare un confronto per migliorare l’applicazione delle regole per i depositi fiscali di carburanti introdotti dall’ultima legge di bilancio.

Per quanto riguarda, in particolare, la discrasia tra i requisiti del deposito fiscale ex articolo 23 del T.U.A. e la titolarità del deposito fiscale ai fini dell’esonero da garanzia, ASSOCOSTIERI ha proposto di mantenere, anche ai fini IVA, i requisiti in base ai quali il deposito fiscale è  autorizzato, gestito e controllato dall’Agenzia delle Dogane, chiedendo che le disposizioni di cui al comma 941, siano applicabili, oltre che ai depositi autorizzati ex art. 23 c. 3 anche ai depositi che integrano i requisiti di cui all’art. 23, comma 4 del T.U.A..

Con riferimento alla previsione secondo cui sono effettuate senza pagamento dell’imposta sul valore aggiunto le cessioni dei prodotti che intervengano durante la loro custodia nei depositi, ASSOCOSTIERI ha chiesto di ribadire chiaramente che, ai sensi dell’articolo 1, comma 939 della legge n. 205/2017, per il prodotto che non venga estratto né immesso in consumo ma venduto all’interno del deposito in sospensione d’accisa, la stessa vendita possa considerarsi anche in sospensione di IVA.

ASSOCOSTIERI, ai fini di un pronto recupero del credito IVA, ha ritenuto utile prevedere la possibilità, per il soggetto che versa anticipatamente l’imposta, di poter emettere autofattura a credito, così da poter recuperare con tale modalità il credito all’atto della liquidazione periodica così come ha proposto la possibilità di prevedere un conto a scalare per la garanzia prestata con validità annuale analogamente a quanto avviene per il sistema delle accise.

Per non gravare i depositi di ulteriori incombenze che non rientrano nell’attività primaria del servizio di logistica, ASSOCOSTIERI ha, altresì, richiesto di esonerare il gestore del deposito dall’obbligo di dover procedere ad un controllo capillare sulle fatture e mantenere alta l’operatività del deposito.

Il contrasto all’evasione fiscale, infatti, a parere dell’Associazione non deve essere perseguito penalizzando l’operatività degli operatori onesti o in condizioni di estrema incertezza normativa tenuto conto che l’IVA riveste un ruolo centrale per la logistica petrolifera, in particolare per quella indipendente rappresentata da ASSOCOSTIERI. L’Associazione ha evidenziato come il ricorso a norme di difficile e complessa applicazione e l’utilizzo di criteri dimensionali, attraverso cui identificare i soggetti a rischio illegalità, possano non essere efficaci contro il fenomeno delle frodi ma incentivino la deformazione del mercato a scapito dei piccoli-medi operatori, fondamentali per la distribuzione su scala regionale dei prodotti. Ciò, peraltro, in linea con gli obiettivi della Strategia Energetica Nazionale di valorizzare il ruolo dei depositi costieri come hub di collegamento tra i flussi di approvvigionamento dei prodotti energetici dall’estero e la rete di distribuzione secondaria.


LA NUOVA DIRETTIVA RED II


Con la scadenza ormai prossima del “Pacchetto clima e energia 20-20-20″, la conseguente revisione della direttiva europea sulle rinnovabili (c.d. RED II) che tiene conto anche degli accordi raggiunti durante il COP 21 di Parigi, la prossima definizione del nuovo Piano Nazionale Integrato Energia e Clima e l’adozione della direttiva NEC sulle emissioni, l’Unione Europea vuole mantenere il suo ruolo di guida nella lotta al cambiamento climatico e nella transizione energetica pulita.

Gli accordi finora raggiunti in sede di trilogo UE prevedono un obiettivo vincolante di energia rinnovabile per l’UE per il 2030 del 32% (rispetto al 20% del 2020), con una clausola di revisione al rialzo entro il 2023, mentre il target specifico del settore dei trasporti è fissato al 14 %.

Questo ha rappresentato la base di partenza del confronto tenutosi durante il workshop, organizzato da ASSOCOSTIERI in occasione dell’Assemblea annuale, fra Alessandro Carettoni, Dirigente della Divisione III della Direzione Generale per il Clima ed Energia del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e Dario Soria, Direttore Generale ASSOCOSTIERI, dal quale sono emersi numerosi punti di interesse, su tutti la questione della sostenibilità dei biocarburanti e della loro certificazione.

ASSOCOSTIERI ha avanzato una serie di proposte dell’Associazione sul tema, volte a:

  • evitare soluzioni drastiche, come una riduzione eccessiva – sotto il 7% o addirittura il “Phasing out” dei biocarburanti tradizionali – ai fini del raggiungimento del target di energia da fonti rinnovabili nel settore dei trasporti, valorizzando la possibilità, per tutte le tipologie di biocarburanti sostenibili, di essere conteggiati ai fini dell’adempimento degli obblighi;
  • mantenere un buon grado di flessibilità al livello di singoli Stati Membri sulle modalità di raggiungimento dei target;
  • sostenere la posizione del Consiglio di eliminare limiti al biodiesel prodotto da oli da cucina usati e grassi animali;
  • valorizzare la certificazione di sostenibilità della catena di produzione dei biocarburanti con un numero minore, ma più approfondito, di controlli e con un meccanismo di tipo name and shame.

Riguardo a quest’ultimo punto, da sottolineare che è di prossima emanazione il nuovo decreto sul sistema di certificazione nazionale della sostenibilità dei biocarburanti e dei bioliquidi, di revisione del DM 23 Gennaio 2012, che prevede, tra l’altro, che la certificazione di sostenibilità venga garantita da enti terzi.

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