MEDIA

Newsletter n. 12 – aprile 2022

EDITORIALE


L’emergenza energetica e la guerra in Ucraina

Care lettrici e cari lettori,

nel seguire con forte angoscia e preoccupazione gli eventi drammatici che stanno segnando le sorti dell’Ucraina, in questa newsletter teniamo a ribadire la nostra condanna per gli eventi bellici e ad esprimere, con viva partecipazione, solidarietà alle vittime civili, ai militari della guerra e al popolo ucraino tutto. ASSOCOSTIERI si unisce alle richieste già da più parti avanzate nell’Unione Europea di intraprendere al più presto la via del dialogo e della diplomazia per ripristinare la pace e porre fine ad una guerra che -come ogni guerra – porta distruzione e vittime innocenti.
Questi mesi di emergenza hanno visto la nostra Associazione fortemente impegnata nel dialogo costante con le Istituzioni, al fine di fornire supporto ed un set di proposte concrete quale contributo alla soluzione della questione degli approvvigionamenti energetici dei prodotti di import russo, in primis il gas.

In particolare, ASSOCOSTIERI, supportando le iniziative avviate con efficacia dal governo, ritiene fondamentale perseguire un insieme completo di soluzioni, di breve e lungo periodo, cercando di non derogare alla sostenibilità e alla decarbonizzazione, ma senza le pregiudiziali che, nel recente passato, hanno impedito e condizionato lo sviluppo di talune infrastrutture energetiche.
Tra le proposte segnalate alle Istituzioni competenti particolare valore strategico assume la necessità di sviluppare capacità di rigassificazione addizionale compatibilmente con la remunerazione di lungo periodo degli investimenti. Si tratta, infatti, di un passaggio necessario per migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, e non solo per cogliere le opportunità del mercato globale del GNL. Anche ipotizzando un difficile ritorno ad una situazione geopolitica e commerciale favorevole, mantenere la possibilità di rifornirsi sul mercato globale conferirà maggiore potere contrattuale e libertà decisionale al Paese ed a tutta l’Unione Europea.

Tra le altre proposte, ASSOCOSTIERI ritiene imprescindibile il contributo alla causa nazionale della filiera italiana del GPL, per la quale il fronte per lo più ideologico del no ha portato al blocco di importanti investimenti a Chioggia, Manfredonia ed Ortona, cagionando un deficit di capacità di stoccaggio che ha determinato, tra l’altro, l’impossibilità di detenere scorte di tale prodotto nei depositi nazionali. Il GPL, forte di un eccesso di produzione a livello globale, si presta a dare un contributo di diversificazione delle fonti energetiche ed è rapidamente utilizzabile per il riscaldamento civile e nel settore del trasporto stradale.

La transizione ecologica non deve essere accantonata a fronte dei nuovi imperativi strategici. Al contrario, la produzione nazionale di biometano, bio-GNL e bio-GPL contribuirà direttamente alla stabilità degli approvvigionamenti e dei prezzi.
Occorre, poi, valutare l’opportunità di impiegare la leva fiscale, ad esempio defiscalizzando la componente bio dei carburanti e rivedendo l’imposizione fiscale per i combustibili DAFI, vale a dire gas naturale compresso, GNL, GPL ed immaginando di destinare parte dell’extra gettito IVA per calmierare i prezzi. Il mantenimento del motore endotermico, l’attenta analisi degli effetti della Direttiva Emission Trading System (ETS) 2018/410/UE, la revisione della Direttiva 2014/94/UE (DAFI) e il mantenimento degli incentivi alla rete di distribuzione del GNL oltre il 2025 sono, poi, gli ulteriori tasselli da considerare nel medio periodo per una soluzione durevole del problema.

Al fine di consentire una efficiente realizzazione dei suddetti investimenti, in tempi compatibili con le necessità nazionali, ASSOCOSTIERI ritiene, infine, indispensabile una netta accelerazione del processo di semplificazioni autorizzative, con particolare attenzione alla riconversione dei siti industriali, nonché una proficua attività di confronto e pressione in ambito europeo, per rendere i condivisibili obiettivi di decarbonizzazione del Fit for 55 qualitativamente e temporalmente compatibili con lo sviluppo di una filiera che possa diversificare e ridurre la dipendenza da pochi fornitori.

Con l’augurio, oggi come ieri, di ritrovare presto la pace.

Ad majora!

Il Presidente
Diamante Menale


Vi aspettiamo il 4 maggio p.v. a Napoli, presso Villa Diamante, Sala Rubino, per l’Assemblea annuale, in occasione della quale ASSOCOSTIERI – con il patrocinio di Ministero della Transizione Ecologica, Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Regione Campania, Regione Liguria, Comune di Napoli, Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale – organizza il workshop:

LA LOGISTICA ENERGETICA E LE SFIDE DELLA SOSTENIBILITÀ

Un mix di fonti per accompagnare la transizione energetica ed ecologica

Scarica il programma: https://lnkd.in/gr-FUxdn

Per iscriversi: https://lnkd.in/eRhZcQjR


ASSOCOSTIERI a “Fit for investments? – Piani e programmi per la transizione ecologica” di WEC Italia e Edison S.p.A.


Il 25 febbraio 2022 il direttore di Assocostieri, l’avv. Dario Soria, ha partecipato all’evento “Fit for investments? – Piani e programmi per la transizione ecologica”. L’evento, organizzato da Wec Italia e Edison S.p.A., ha voluto indagare le misure proposte dal pacchetto legislativo “Fit for 55” finalizzati ad una transizione ecologica sostenibile. L’intervento del direttore, all’interno del panel relativo agli investimenti della filiera, ha sottolineato l’importanza di prevedere FastTrack autorizzativi compatibili con i tempi del PNRR e della decarbonizzazione, una centralizzazione delle procedure autorizzative relative alla riconversione delle infrastrutture energetiche. Il settore della logistica energetica è particolarmente interessato dalle misure del “Fit for 55”, specialmente per i carburanti tradizionali, per il GNL e per la promozione dei biocarburanti.

Nel dettaglio, le previsioni della Energy Taxation Directive (ETD), nella sua attuale formulazione che equipara il GNL ai carburanti tradizionali, rischia di vanificare i risultati estremamente promettenti della filiera italiana e le decisioni di investimento future. Pur rimanendo lontani dalle previsioni della Strategia Italiana sul GNL, finalmente anche la filiera del GNL marittimo si sta avviando, con volumi di 6.000 ton nel 2021, e occorre una stabilità normativa e fiscale per salvaguardare i risultati raggiunti e permettere il proseguimento della transizione.

In un’ottica di neutralità tecnologica, è necessario utilizzare tutte le fonti energetiche disponibili, valorizzando il passaggio immediato ai carburanti meno inquinanti e il ruolo abilitante delle tecnologie innovative, che permettono, nel caso del GNL, una riduzione immediata delle emissioni ed un progressivo passaggio al biometano nell’immediato futuro.


Corso executive in Diritto doganale e delle accise promosso da ASSOCOSTIERI in collaborazione con l’Università Luiss Guido Carli e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF)


Si è concluso il 18 febbraio scorso il Corso executive in Diritto doganale e delle accise promosso dall’Associazione in collaborazione con l’Università Luiss Guido Carli e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

La lezione del 17 febbraio ha visto la partecipazione del Direttore di ASSOCOSTIERI, avv. Dario Soria e dell’avv. Annalisa Fuso. In particolare, la lezione ha avuto ad oggetto l’impatto della nuova Direttiva UE 2020/262 sulla circolazione dei prodotti energetici soggetti ad accisa: problematiche operative ed esempi di circolazione per il settore degli oli minerali e del gas naturale.

Durante l’intervento il Direttore ha rappresentato le importanti novità introdotte dalla nuova Direttiva UE 2020/262. In particolare, si è soffermato sul tema dei cali amministrativi e della circolazione intracomunitaria: “un piccolo tassello nell’ottica dell’amministrazione. Nulla in confronto alla tempesta attesa con il recepimento dell’Energy Taxation Directive”.


Sanzioni per il mancato raggiungimento degli obblighi di riduzione GHG. Un sistema sproporzionale


Diverse PMI storiche del settore energetico in Italia rischiano il tracollo a causa di un sistema sanzionatorio illegittimo. L’impegno sul campo di ASSOCOSTIERI.
Nella fase di transizione e di raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni GHG del settore energetico un ruolo rilevante è stato attribuito al D.Lgs. n. 66/2005 recante “Attuazione della direttiva 2003/17/CE relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel”.

L’art. 7-bis, comma 1, del d.lgs. 66/2005 ha previsto che gli operatori che immettono in consumo carburanti ed energia elettrica destinati ad autotrazione, macchine mobili non stradali, trattori agricoli e forestali, imbarcazioni da diporto e altre navi destinate alla navigazione interna debbano assicurare, dal 2020 in poi, un risparmio delle emissioni di gas serra nei trasporti pari almeno al 6% rispetto ad un valore-soglia individuato dalla stessa normativa (94,1 gCO2 eq/MJ).
La disciplina sanzionatoria per il mancato raggiungimento degli obiettivi di riduzione è stata delegata alla legge nazionale, che ha previsto all’art. 9-bis del decreto in commento un regime di sanzioni gradato in tre scaglioni, da un minimo ed un massimo edittale (da euro 300.000,00 a euro 1.000.000,00) a seconda della percentuale di riduzione delle emissioni di gas serra ottenuta dall’operatore.

Siffatta sanzione è stata irrogata semplicemente in base alla percentuale di riduzione delle emissioni indipendentemente dalle quantità di prodotti energetici complessivamente immessi in consumo dai singoli operatori, dalle dimensioni economiche degli stessi e/o dalla possibilità che gli stessi possano procedere direttamente a miscelazione con biocarburanti, rilevando solamente il mancato raggiungimento in termini percentuali degli obiettivi di riduzione prefissati. Di conseguenza, uno scostamento anche minimo dall’obiettivo di riduzione comporta l’irrogazione di sanzioni di notevole entità, gravando indistintamente su tutti gli operatori che immettono in consumo i prodotti a monte della filiera energetica e che, al mancato raggiungimento dei detti obiettivi, in termini percentuali sulla produzione complessiva, si troveranno tutti a dover corrispondere la stessa sanzione.

Tale regime sanzionatorio, basato su un principio del tipo flat tax, non incide sulle grandi compagnie petrolifere, ma è in grado di cagionare l’uscita dal mercato degli altri operatori privati indipendenti, per i quali risulta oggettivamente impossibile l’adempimento di un siffatto obbligo. Tale normativa, nel prevedere sanzioni non dissuasive, sproporzionate e non effettive si pone, in definitiva, in contrasto con le previsioni comunitarie della Direttiva 2003/17/CE, da cui la stessa trae origine e, rischia di trovare attuazione sino al recepimento della Direttiva Red III.

Le gravi conseguenze della normativa sugli operatori indipendenti della logistica energetica e la sua manifesta sproporzione ed irragionevolezza rendono, altresì vitale, per tali operatori procedere alla necessaria mitigazione delle sanzioni irrogate a fine 2021, di per sé illegittime anche con riguardo agli artt. 3, 41 e 94 Cost.
Nell’ultimo triennio ASSOCOSTIERI ha più volte ribadito l’incongruenza di un siffatto sistema, rappresentando le posizioni delle PMI colpite alle istituzioni competenti e promuovendo la costituzione del Consorzio Nazionale Riduzione GHG, grazie al quale si è potuto adempiere alle obbligazioni in modo congiunto, consentendo la sopravvivenza di piccole e medie aziende storiche, anche non associate, che altrimenti non avrebbero potuto affrontare la sanzione.

In tale contesto, ASSOCOSTIERI si è, altresì, spesa per dare concretezza alla possibilità di utilizzare la riduzione delle emissioni a monte, c.d. Upstream Emission Reductions (UER) per poter raggiungere l’obiettivo previsto del 6 per cento. Infatti, le UER, la cui commercializzazione si è avviata sul mercato a partire dal 2021 con lo scopo di ridurre le emissioni GHG, possono efficacemente contribuire anche alla riduzione delle emissioni del 2020, annualità che – come evidenziato – ha determinato l’irrogazione di sanzioni sproporzionate per alcune piccole e medie imprese storiche.

Nella speranza che un dialogo aperto con le Istituzioni competenti possa portare ad una soluzione efficace e ad una riforma legislativa, già in esame presso il Ministero della Transizione Ecologica, va comunque sottolineato quanto il raggiungimento degli obiettivi posti dall’UE per la transizione ecologica sia imprescindibile da un corretto bilanciamento di interessi e tutele coinvolti, al fine di evitare ripercussioni ingiustificate e illegittime sui singoli operatori e allontanare lo spettro di una transizione avversa ai criteri di sostenibilità sociale.


Banchero Costa nuovo broker ASSOCOSTIERI


ASSOCOSTIERI ha avviato una collaborazione con la società di brokeraggio navale genovese Banchero Costa, recentemente selezionato quale service provider, con particolare riferimento al settore insurance.

Banchero Costa offre una gamma completa di servizi dedicati in massima parte alla clientela shipping, e vanta una divisione insurance fin dal 1975, con una offerta di prodotti specifici: dalla copertura dei rischi connessi alla gestione di navi e all’attività dell’armamento marittimo, ai trasporti via mare e via terra, fino alla copertura “Protection and Indemnity”.

ASSOCOSTIERI ritiene che la profonda specializzazione della società, associata alla snellezza operativa centralizzata a Genova e all’alto profilo dei servizi offerti, costituiscano una opportunità importante per la crescita del sistema associativo.