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EDITORIALE

Forum ASSOCOSTIERI – Un nuovo appuntamento nel mondo della logistica energetica


Cari lettori,

dedichiamo questo numero della nostra newsletter interamente alla nuova iniziativa promossa dalla nostra Associazione: “I FORUM ASSOCOSTIERI”.

L’idea di istituire i FORUM nasce dalla volontà di far incontrare e discutere insieme le Istituzioni e gli operatori sugli argomenti di maggior interesse per il settore da noi rappresentato. Abbiamo deciso di dedicare il primo FORUM all’argomento della legalità nel settore petrolifero in un momento in cui le frodi hanno assunto proporzioni preoccupanti. Si tratta, purtroppo, di un fenomeno in aumento che le norme introdotte negli ultimi anni, a partire dalla legge 11 dicembre 2016 n. 232 (legge di Bilancio 2017), non sono state in grado di arginare. Con l’obiettivo di sostenere chi la legalità la difende con il proprio lavoro quotidiano, abbiamo elaborato il “Vademecum per la legalità” che contiene un’analisi dello stato dell’arte ed una sintesi delle principali proposte di ASSOCOSTIERI sul tema.

Il  FORUM “Le vie della legalità” ha inteso rappresentare un contributo nella direzione di un mercato che possa caratterizzarsi per una leale competizione con il rispetto delle regole, come unica condizione di prosperità ed esistenza dell’intero settore. Per questo la certezza delle norme antifrode, sulle quali ancora si attende la circolare di chiarimento, rappresenta l’unica strada percorribile affinché gli operatori nazionali onesti possano reggere la competizione sul mercato.

Dopo i saluti introduttivi di Padre Francesco Occhetta, giornalista e politologo de “La Civiltà Cattolica” ed il messaggio di benvenuto del Presidente di Confcommercio – Imprese per l’Italia, Carlo Sangalli, i lavori sono stati aperti dal Presidente di ASSOCOSTIERI, Marika Venturi. Il tavolo di confronto ha visto la partecipazione dei seguenti attori: Elena Lorenzini, Ministero dello Sviluppo Economico; Giorgio Bartoletti, Guardia di Finanza; Marco Demurtas, Agenzia delle Entrate; Walter De Santis, già Direttore Centrale Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; Pietro Orsini, Ministero dell’Economia e delle Finanze; Francesco Spaziante, Agenzia delle Entrate; Alessandro Bonci, Agenzia delle Dogane; Dario Soria, ASSOCOSTIERI; Andrea Fortin, Vega Carburanti, Claudio Laurora, SO.DE.CO.; Diamante Menale, Energas; Alessandro Proietti, Assoindipendenti; Michele Tizzano, Abruzzo Costiero e Leone Vanin, San Marco Petroli.

Il dibattito è proseguito poi sui temi del Vademecum illustrato dal Direttore Generale di ASSOCOSTIERI, Dario Soria.

 

Il Presidente

Marika Venturi


IL CONFRONTO


Nella splendida location di Villa Malta, si è tenuto il primo incontro de “I FORUM ASSOCOSTIERI”. Un dialogo stimolante tra stakeholder e Istituzioni nel corso del quale è emerso che il sistema dei controlli antifrode sconta naturali problemi di tempestività e che spesso, non essendo le norme basate sull’analisi di impatto volte ad analizzare la magnitudine e l’attività da reprimere, nonché l’impatto delle disposizioni sui contribuenti onesti, si corre il rischio che tali norme possano costituire più un fardello per gli operatori onesti che non un effettivo deterrente per i contribuenti disonesti.

Per risolvere il problema della poca chiarezza in alcuni passaggi del pacchetto di norme antifrode occorrerà una vera e propria norma primaria in grado di arginare la portata fraudolenta di condotte che sono state poste in essere come evoluzione dei comportamenti fraudolenti nel tentativo di aggirare proprio le misure antifrode. È il caso, ad esempio, delle false lettere d’intento che, grazie alla fatturazione elettronica, hanno evidenziato l’esistenza di cessioni intracomunitarie e di esportatori non autentici che hanno generato un altrettanto falso credito a fronte di un falso plafond.

In attesa di una normativa aggiornata e specifica, si ripone speranza nella circolare dell’Agenzia delle Entrate, che dovrebbe dissipare alcuni dei dubbi interpretativi maggiormente rilevanti.

Al termine del FORUM è emerso che, se per l’accisa l’erario ha “problemi limitati” poiché il pagamento della stessa è legato al soggetto che detiene il prodotto e lo immette in consumo e, pertanto, è facilmente individuabile (depositario autorizzato o destinatario registrato); per l’IVA, la questione è più complessa. Il pagamento dell’imposta, infatti, è legato al proprietario della merce e non al detentore della stessa. L’incontro tra questi due regimi, e il particolare valore che il prodotto acquista quando esce dal deposito fiscale, ha generato comportamenti fraudolenti che il Legislatore ha cercato di arginare dapprima con la legge di Bilancio 2017 e, successivamente, con il pacchetto di norme antifrode contenute nella recente legge di Bilancio per il 2018.

 


IL PUNTO DI ASSOCOSTIERI


A parere di ASSOCOSTIERI e di molti soggetti presenti al FORUM “Le vie della legalità”, istituzionali e non, il pacchetto di norme antifrode presenta ancora molte deroghe e, nello spirito di agevolare il contribuente, è necessario agire su dei punti critici che, di fatto, stanno creando difficoltà proprio agli operatori onesti.

ASSOCOSTIERI, come sottolineato dal suo Direttore Generale – Dario Soria – proprio sulla base del pacchetto antifrode contenuto nella legge di Bilancio 2018, si è trovata, come Associazione, ad indicare il rispetto delle norme che spesso rendono impossibile l’operatività dei depositi stessi. Con lo stesso spirito ha elaborato il “Vademecum per la legalità” contente un’analisi dello stato dell’arte e una sintesi delle principali proposte associative sul tema, da quelle più generali a quelle più specifiche, per la gran parte già condivise con le Agenzie fiscali. Quello che sicuramente manca, a parere dell’Associazione, e che non può essere contenuta all’interno di nessun Vademecum, è una regola di comportamento generale oltre alle prescrizioni tecniche più specifiche contenute nella circolare esplicativa delle disposizioni di cui all’art. 1, commi dal 937 al 943, della Legge di Bilancio 2018 che l’Agenzia delle Entrate avrebbe dovuto emanare. Ci sono ancora alcune questioni che purtroppo non sono di facile soluzione, come quella relativa al versamento anticipato dell’IVA e all’esonero da garanzia che ha ristretto il regime del deposito fiscale considerando, ai fini del versamento anticipato dell’IVA, solo i depositi fiscali autorizzati ex art 23 comma 3 del T.U.A e cioè quelli in possesso del mero requisito dimensionale, escludendo da tale categoria le ipotesi di depositi fiscali autorizzati ex art. 23 comma 4 T.U.A.. ASSOCOSTIERI, al riguardo, ha proposto di mantenere, anche ai fini IVA, i requisiti in base ai quali il deposito fiscale è autorizzato, gestito e controllato dall’Agenzia delle Dogane, chiedendo che le disposizioni di cui all’art. 1, comma 941 della legge di Bilancio 2018, siano applicabili, oltre che ai depositi autorizzati ex art 23 comma 3 anche a quelli che integrano i requisiti di cui all’art. 23, comma 4 del T.U.A..

Altra questione aperta è quella concernente la responsabilità solidale del gestore del deposito così come previsto dall’art. 1, comma 938 della legge 27 dicembre 2017, n. 205. La norma ha infatti previsto che l’immissione in consumo dal deposito fiscale o l’estrazione dal deposito di un destinatario registrato sia subordinata al versamento dell’imposta sul valore aggiunto con modello F24 e che la ricevuta di tale versamento venga consegnata in originale al gestore del deposito. In mancanza di tale ricevuta di versamento, il gestore del deposito è solidalmente responsabile dell’imposta sul valore aggiunto non versata.

A fronte di una “responsabilità giuridica oggettiva di fatto”, ASSOCOSTIERI ha fatto presente come il depositario si trovi a dover garantire per il comportamento posto in essere da altri soggetti anche se, come nel caso dell’IVA, vi sono difficoltà a quantificare oggettivamente l’importo non versato da quest’ultimi.

Altrettanto rilevante è la questione relativa alla cessione dei prodotti durante la loro giacenza nei depositi ed al transfer stock di cui all’art. 1, comma 939 della legge di Bilancio 2018. ASSOCOSTIERI ha in più sedi e occasioni ribadito che per il prodotto che non venga estratto né immesso in consumo, ma venduto all’interno del deposito in sospensione d’accisa, la stessa vendita sia anche in sospensione di IVA. La circolare esplicativa annunciata dall’Agenzia delle Entrate sicuramente potrebbe fornire regole di comportamento agli operatori ma permarrebbero, tuttavia, alcune questioni di carattere generale che potranno essere affrontate e risolte solo nell’ambito del Tavolo sulla legalità attivo presso il Ministero dello Sviluppo Economico che ha riaperto la discussione tra operatori per meglio comprendere dove si annidano le frodi e per capire come recuperare il vantaggio competitivo di un settore, ad oggi, gravemente penalizzato da operatori disonesti.

Il fenomeno dell’illegalità nel settore petrolifero si è dimostrato essere, infatti, particolarmente flessibile e dinamico. Dalle false lettere d’intento, le condotte fraudolente si sono spostate verso l’acquisto dei piccoli impianti, reti e depositi commerciali che stanno acquisendo una grande fetta di mercato.

Spesso, come evidenziato da taluni operatori presenti al FORUM, si assiste al proliferare di depositi commerciali acquistati da soggetti di dubbia onestà. Sui depositi commerciali, infatti, l’Amministrazione finanziaria dovrebbe porre la stessa attenzione come per i depositi fiscali. Oggi la frode si è trasferita proprio sui depositi commerciali che, tra l’altro, possono ricevere lettere d’intento e dove l’attività principale è di vendita all’ingrosso di prodotti petroliferi.

ASSOCOSTIERI non possiede una ricetta univoca da fornire né ritiene che esista la possibilità di affrontare con un’unica proposta il complesso e mutevole tema delle frodi. È, tuttavia, possibile ragionare su alcune ipotesi di lavoro: una tendenziale assimilazione per finalità antifrode dell’IVA all’accisa potrebbe consentire, pur nella profonda diversità dei tributi, un qualche positivo risultato. Una valutazione attenta del reverse charge per l’applicazione dell’IVA del settore potrebbe essere un altro strumento che, adeguatamente valutato, potrebbe fornire i suoi frutti. Sicuramente la valorizzazione di requisiti qualitativi di compliance di tipo soggettivo (modelli 231 ben predisposti, certificati AEO, possesso di una storica “fedina tributaria” illibata, ecc…) sono fattori soggettivi da considerare. Una tentazione in cui non cadere è quella prima accennata dell’utilizzo generalizzato di requisiti quantitativi e di criteri dimensionali che possa portare a ritenere che tutti gli operatori siano uguali; ma alcuni operatori (quelli più grandi) rischiano di essere più uguali o onesti degli altri, nella consapevolezza che l’illegalità è un fenomeno trasversale che può essere praticato a qualsiasi livello di dimensione, governance, requisiti patrimoniali o finanziari.

A tutto questo dovrà fare da necessario contorno l’organizzazione di un adeguato sistema di controlli, puntuale, tempestivo e mirato, come già in parte sviluppato dalle Agenzie fiscali e dalla Guardia di Finanza.